Camminare nell’Appennino reggiano

Croce sulla vetta del Monte Cusna

Quanto è bello camminare nell’Appennino reggiano!

L’Appennino ha il proprio fascino ovunque esso si trovi, da Nord a Sud lungo la spina dorsale del nostro Paese. Ci sono terre uniche che sono in grado di offrire esperienze straordinarie sotto svariati punti di vista.
Personalmente considero l’Appennino e il suo ambiente come una tra le forme di contatto più autentiche che si possano avere con la natura. Per questo motivo ne sono allo stesso tempo attratto e, in parte, intimorito. Un’escursione in Appennino ti conduce dentro il tempo, fatto di storie, persone, tradizioni. Ti catapulta all’interno di molteplici scenari naturali e paesaggistici che si susseguono uno dopo l’altro, quasi inaspettatamente. Ti avvicina sensibilmente ad ogni forma di vita che popola questo straordinario territorio.
È un itinerario che contempla svariate mete, un viaggio all’interno di luoghi in cui molti di noi affondano le proprie radici.

Così è anche per l’Appennino reggiano, un lembo di terra ricco di fascino e posti straordinari da raggiungere e visitare. In termini escursionistici, un paradiso per chiunque voglia trascorrere del tempo in natura, indipendentemente dalle proprie capacità tecniche o dalla voglia di fare più o meno fatica. Ce n’è per tutti!
Un’ora di strada, a volte meno, ed ecco apparire ai nostri occhi un mondo incredibilmente diverso e apparentemente così lontano dai nostri abituali scenari cittadini.
La prima sensazione di fronte a questo paesaggio è quella di stupore e, contemporaneamente, leggerezza. La linea dell’orizzonte che delimita la pianura e segna il posto dove sorgono le nostre città si perde tra la foschia. Ciò nonostante non c’è alcuna sensazione di smarrimento, tutt’altro. Si mischiano in noi, allo stesso tempo, una grande voglia di scoperta e un forte desiderio di evasione.

Qui, a pochi chilometri da Reggio Emilia e dalla Pianura Padana, possiamo ritrovare tutto questo.

Dentro una fitta faggeta dal verde estivo accecante e sotto le sagome maestose di abeti secolari che popolano la Val Dolo, donandole un colore variegato e un aspetto più imponente; più a valle, lungo le pareti verticali della Pietra di Bismantova, unica e inconfondibile, o tra le vallate dominate dalle antiche fortificazioni risalenti all’epoca della contessa Matilde di Canossa; nel cuore del Parco Nazionale dell’Appenino Tosco-Emiliano, ammaliati in contemplazione di fronte alle piccole acque del Lago Bargetana e del Lago Calamone, dentro il quale le vette sovrastanti si rispecchiano o lungo i ripidi crinali che delimitano il confine tra Emilia Romagna e Toscana, sulle tracce dell’Alta Via dei Parchi.

E ancora dall’alto delle cime più elevate, come il Cusna, il Prado o la vetta dell’Alpe di Succiso, immerse in contesti quasi alpini oltre i 2.000 metri e affacciate sul mare del Golfo di La Spezia là sotto, più vicino di quanto possiamo immaginare: un crocevia di terre e panorami che si incrociano nello stesso punto, fotografando un’area vastissima del Nord Italia che, improvvisamente, si raccoglie ai nostri piedi.
E poi di nuovo lungo i prati ampi e verdi che infondono pace, come i Prati di Sara poco sopra Ligonchio, i pascoli, i tanti rifugi, i piccoli borghi, anche quelli più insoliti come Votigno, la medievale “casa del Tibet” in cui pure il Dalai Lama è stato ospite, le cascate suggestive e i fiumi, il Secchia e l’Enza, che più a valle delimitano confini provinciali e modi di essere cristallizzati nel tempo.

Una varietà di paesaggi capace di farci assaporare a pieno una quantità incredibilmente diversa di ambienti e, prima di tutto, un forte senso di libertà e vicinanza con la natura.

È per questo che ogni volta ritorno sul nostro Appennino, un luogo così vicino in grado di trasportare lontano!