In Francia a piedi, lungo la ciclabile della Riviera dei Fiori (video)

Molto spesso, quando torno a casa dai miei genitori, nell’entroterra di Imperia, decido di dedicare una giornata intera o parte di essa ad un percorso che amo molto e che ogni volta attraverso con piacere: la ciclabile della Riviera dei Fiori.
È un itinerario di 24 km, nato sull’antico sedimento ferroviario del tracciato che da Genova conduceva al confine di Stato e oltre, in Francia. È percorribile in bicicletta e a piedi; di giorno, di sera, in estate e in inverno grazie alle condizioni climatiche che qui sono sempre molto favorevoli.
Ma soprattutto è un viaggio: nel cuore del ponente ligure e della Riviera dei Fiori, attraverso le vie che danno forma ai caruggi dei paesi affacciati sul mare, tra il rumore delle onde che sbattono sugli scogli e il colore accecante dei cespugli di Bougainville in fiore.
Il modo giusto, insomma, per scoprire questo lembo di terra lontano e a volte dimenticato, eppure così particolare e affascinante da lasciare chiunque a bocca aperta.

L’attuale itinerario della pista ciclabile si distribuisce lungo la costa tra i comuni di San Lorenzo al Mare e Ospedaletti, in provincia di Imperia. L’ultimo tratto, che congiungerà San Lorenzo ad Andora, verso Savona, sarà completato nei prossimi anni e in diversi momenti, prolungando la percorrenza del percorso che, in questo modo, raggiungerà i 50 km di lunghezza.
Il vecchio tracciato della ferrovia sul quale il percorso ciclabile sorge oggi, è stato “trasportato” a monte all’inizio degli anni 2000, per ovviare ad un problema che da sempre ha afflitto questo tratto caratterizzato dalla presenza di un unico binario, causa molte volte di disagi al traffico ferroviario. Con lo spostamento della linea, questo angolo di Liguria ha riscoperto sé stesso, dando la possibilità anche a noi che qui siamo cresciuti, di vivere e conoscere più da vicino ogni scorcio, golfo o stradina che lo caratterizza.

Mille volte, in questo modo, abbiamo deciso di andare al mare in bicicletta, appoggiando l’asciugamano su uno dei tanti piccoli moli che sporgono al di sotto della strada, dove l’acqua è trasparente e si confonde con il blu del cielo; altre volte abbiamo usato la ciclabile per trascorrere una domenica all’aria aperta, anche nei mesi più freddi. L’abbiamo utilizzata anche durante i sabati sera estivi per andare a ballare, permettendoci magari qualche bicchiere in più.
Ancor prima, questo percorso ci ha dato l’opportunità di rivivere la nostra terra di origine, avvicinandoci ai piccoli paesi che popolano la costa e, allo stesso tempo, all’entroterra caratterizzato dalle tante vallate che scendono a pettine verso il mare.
A volte capita quindi di addentrarsi dentro Sanremo, per lasciarsi trasportare dai colori e dai rumori di una città che non si ferma mai. Altre volte di allungarsi lungo la Val Prino, nel cuore dei paesini arroccati sulla collina e di quelli che sorgono a fondo valle, sulle sponde del fiume. Si può decidere di pedalare un pochino di più per raggiungere Bussana Vecchia, tristemente unica a causa del terremoto che a fine ‘800 l’ha completamente rasa al suolo e oggi ancor più particolare per la forma che i tanti artisti che là vivono sono riusciti a darle. Si può camminare nel “budello” di piccoli borghi marini come Riva Ligure o San Lorenzo, respirando l’aria del mare, così come “arrampicarsi” sulle alture della “Cipressa”, una delle storiche salite che segnano il percorso della “Milano – Sanremo“. Eh già, dove se non da qui poter ammirare il passaggio rapido e colorato della carovana che ogni anno, in primavera, segna l’inizio della stagione ciclistica?! Proprio qui dove il Giro d’Italia è partito nel 2015. Allungandosi ancora un po’, infine, si può raggiungere la Francia, ben visibile in ogni momento e ancor di più nelle limpide mattinate di fine estate.
Pedalare o camminare qui, tra le gallerie e le piccole stazioni che per più di un secolo hanno scandito il ritmo dei treni diretti in Francia, ha un sapore diverso, addolcito dai tanti panorami che, come in un puzzle, compongono la Riviera dei Fiori.

Terra di pescatori, marinai e contadini. Terra ripida e spigolosa, resa più dolce alla vista solo dalle fronde dei mille ulivi che arrotondano le sue forme. Luogo nascosto e caro che vive dentro di me manifestandosi sempre con le stesse forme, dolci e leggere.
Chiudo gli occhi, il rumore delle cicale accompagna il mio sguardo oltre i rami di un pino marittimo affacciato sul mare poco sotto. Vedo il luccichio del sole sulle onde, qualcuno si affretta per entrare in acqua, una voce profonda pronuncia poche parole, cantilenate. Colori e profumi si mischiano in un’unica macchia accesa e viva. Mangio un pezzo di focaccia mentre guardo l’orizzonte che sullo sfondo nasconde l’immensa profondità del mare. Vado e torno, è sera. Mi fermo sul porto, accanto ai piccoli gozzi attraccati che tra poco torneranno a solcare queste acque, dando a chi vi è sopra la possibilità di vivere ogni volta un’esperienza nuova e diversa senza mai perdere di vista il profilo sicuro dei nostri promontori.
Terra aspra e lontana. Ma bellissima.