Le escursioni da fare assolutamente in Val di Funes: il Munkel Weg

Sentiero Munkel Weg, Val di Funes

Ho già parlato della Val di Funes descrivendo ciò che per me ha rappresentato e significa tutt’oggi. Un luogo dell’anima in cui ritrovo ogni volta la parte migliore di me, un posto in cui sono cresciuto e che mi ha trasmesso tanti insegnamenti diversi e importanti, dal valore del rispetto e della fatica, al senso di meraviglia che provo ogni volta al cospetto di scenari e momenti sempre nuovi e incredibili. Elementi caratteristici e imprescindibili di ogni ambiente montano, da conservare preziosamente nella vita di ogni giorno.

Adesso vorrei descriverla da un punto di vista differente, volando con la mente e gli scarponi ai piedi lungo i sentieri che la delimitano e che disegnano itinerari diversi, adatti a un pubblico davvero vasto di utenti e escursionisti.
Esistono svariate maniere per conoscere più da vicino la Val di Funes; per chi ama camminare senza averci mai messo piede prima, questo può essere il modo più semplice per scoprire qualcosa in più di un luogo magico e ricco di fascino. Tra questi sentieri ai piedi delle montagne o sui crinali più alti a cavallo tra le valli più belle delle Dolomiti, potrete innamorarvi di questi panorami, così come 30 anni fa è successo a me.

Probabilmente l’escursione più famosa in Val di Funes è il sentiero panoramico o alta via “Adolf Munkel Weg” (“Weg” in lingua tedesca significa sentiero), anche conosciuto come “sentiero delle Odle” per la sua posizione ai piedi del gruppo montuoso che domina la valle. Si tratta di un itinerario percorribile sia in estate che in inverno. La descrizione che segue parla del sentiero nella sua veste estiva, decisamente più accessibile e fruibile.

CHI ERA ADOLF MUNKEL

Prima di parlare di itinerari, difficoltà o durate, occorre soffermarsi un po’ di più sulla storia di questo percorso, partendo dall’origine del suo nome.
Il sentiero è intitolato all’alpinista tedesco Adolf Munkel, primo storico presidente della sezione del Club Alpino Tedesco (“DAV – Deutscher Alpenverein”) di Dresda. La sezione, fondata nel 1873, aveva il compito, come le altre, di avvicinare le persone alla montagna e alla fruizione della stessa. Si parla di un numero molto elevato di interessati: basti pensare che appena 3 anni più tardi erano già oltre 500 le sezioni DAV nell’Impero tedesco. Per questo la sezione progettò la costruzione di diversi bivacchi e sentieri alpini sulle Alpi tirolesi, parte del Regno di Baviera. Tra i vari progetti nel gruppo dell’Ortles o in quello del Pale di San Martino, ce n’erano alcuni che riguardavano anche la Val di Funes.
Così nel 1898, su iniziativa del consigliere commerciale Franz Schlüter, venne costruito il bivacco Franz-Schlüter-Hut (l’attuale Rifugio Genova o, appunto, Schlüterhütte) e, pochi anni più tardi (nel 1905), un percorso escursionistico ai piedi delle Odle, nei pressi del rifugio stesso. Il sentiero fu intitolato al primo presidente e fondatore della sezione di Dresda, rimasto in carica per 30 anni (dal 1873 al 1903). Da quel giorno verrà conosciuto da tutti come l’alta via “Adolf Munkel Weg”, divenuta oggi uno dei sentieri panoramici più suggestivi di tutte le Dolomiti.

CARATTERISTICHE DELLA VIA

La sua particolarità più nota, come si è già potuto comprendere, risiede nella posizione in cui questo sentiero sorge. Lungo i circa 9 chilometri ai piedi delle Odle, ci consente in ogni momento di apprezzare la maestosità delle cime sopra di noi, ammirando da vicino ognuno degli “aghi” che compongono il massiccio. “Odles” in lingua ladina significa infatti aghi, nome attribuito in virtù della particolare conformazione di alcune torri rocciose che sembrano, appunto, degli aghi. Lungo le tracce di questo percorso centenario che si snoda tra il bosco, i ripidi ghiaioni, le pareti di roccia e le malghe che sorgono in mezzo a prati adibiti a pascolo, è possibile addentrarsi maggiormente nel cuore di questa valle incantata.

Si può accedere alla via da diversi punti. Questo consente a chi la vuole conoscere, di percorrerla per intero o solo in parte.
Tradizionalmente si fa partire l’inizio del percorso dal versante della Malga Zannes (malga posta a quasi 1700mt di altitudine e raggiungibile in macchina. Da qui partono gran parte dei sentieri escursionistici), all’incrocio tra i sentieri 35A, 6 e 35 (quest’ultimo è il segnavia del sentiero Munkel Weg). Imboccato il sentiero e superata una piccola fonte scavata nel legno, si incontra infatti la targa posta per ricordare la memoria dell’alpinista tedesco a cui la via è intitolata.

L’ANELLO MALGA ZANNES – GEISLERALM – MALGA ZANNES

L’itinerario più conosciuto e forse il migliore per apprezzare “comodamente” parte di questa via è proprio quello che dall’incrocio dei sentieri poco sopra il parcheggio della Malga Zannes (distante 30 minuti) ripercorre il Munkel Weg fino alla Malga Casnago e alla vicina Geisleralm (Rifugio delle Odle in italiano). È un’escursione ad anello adatta a tutti: a coloro che vogliono salire con calma godendo di una giornata in natura e a coloro che vogliono percorrerla con bambini o animali.
A seconda del passo e delle soste, si può percorrere in 4/5 ore o occupare interamente tutta la giornata.

Una volta arrivati sugli ampi e verdi prati che delimitano le due malghe, non si può che restare folgorati dalla bellezza del panorama: siamo esattamente sotto il massiccio delle Odle che, nella sua maestosità, sembra venirci addosso. Sulla nostra destra il profilo dei prati di Seceda, davanti a noi il sentiero a zig zag che risale la forcella di Mesdì e, subito sopra, la sagoma inconfondibile del Sass Rigais e di Furcheta, le due vette più alte di tutto il parco naturale Puez-Odle (entrambe a quota 3025mt). Dai prati che circondano la vecchia malga Casnago poi abbiamo una vista ancor più completa che, guardando verso fondovalle, raggiunge l’Alpe di Villandro e, sullo sfondo, le vette dei ghiacciai al confine tra Italia e Austria.
Una sosta in uno dei due rifugi è d’obbligo, sta a ognuno scegliere in quale dei due. Potreste sedervi sui tavoli in legno della malga più vecchia (la Casnago) e mangiare ascoltando il dolce suono della tradizionale fisarmonica tirolese o scendere un pochino più in giù e coricarvi sulle sdraio in legno poste accanto alla più nuova Geisleralm. In ogni caso potrete vivere un’esperienza incredibile, godendo da vicino di un panorama sensazionale che magari, fino ad oggi, avete ammirato solo attraverso le immagini e i racconti altrui.

Da qui la discesa che completa l’anello è semplice e non troppo lunga, attraverso i sentieri 34, 34B e 36. Volendo è possibile effettuare una piccola deviazione e raggiungere la sottostante Malga Dusler, molto bella e suggestiva, posta esattamente nel centro di un triangolo di sentieri che collega la Malga Zannes, la Malga Glatsch e il Rifugio delle Odle.

LE ALTRE VIE D’ACCESSO

Come detto però, diverse sono le opzioni che si presentano all’escursionista che vuole intraprendere questo percorso.
Personalmente, la maggior parte delle volte che percorro il Munkel Weg lo faccio attraversando il versante opposto, ovvero quello di “Ranui”, risalendo cioè il sentiero n.28 che dal parcheggio della Chiesetta di San Giovanni (poco oltre l’abitato di St. Maddalena) raggiunge la Malga Brogles. Poco prima della malga si incrocia infatti il segnavia n.35 del Munkel Weg. Lo percorro tutto fino a raggiungere la targa e l’ultimo bivio, prima di ridiscendere alla Malga Zannes e, successivamente, al parcheggio di Ranui. È sicuramente una variante più lunga e faticosa (escursione di ca. 14km e 5/6h di percorrenza), vista anche la salita iniziale. Io la prediligo per la completezza del percorso e per il panorama più “aperto” che mi si presenta davanti agli occhi lungo il sentiero (e, cosa non da poco, perché è meno trafficata).

Questo stesso itinerario, inoltre, può essere percorso in senso inverso, ovvero nella direzione che dalla Malga Zannes va verso la Malga Brogles. Attenzione però in questo caso: una volta scesi e arrivati in prossimità della chiesetta e del parcheggio di Ranui, sul finire dell’escursione, vi trovereste nella condizione di dover risalire nuovamente fino al parcheggio della Malga Zannes. È un tratto di un’ora e un dislivello di oltre 300mt, non certo una cosa simpatica dopo una giornata di cammino.

Alternativamente, se credete di differenziare il vostro punto di partenza e arrivo tra la Malga Zannes e la chiesetta di Ranui, potete tranquillamente usufruire dei mezzi pubblici e dell’autobus che attraversa la valle (controllate bene gli orari perché non ci sono tante corse ogni giorno).
In entrambi gli ultimi due casi, l’escursione si adatta maggiormente ad un pubblico già più esperto ed allenato a itinerari di media lunghezza. In un verso o nell’altro, avrete la possibilità di scoprire una delle tante splendide malghe adagiate ai piedi delle Odle (Zannes, Glatsch, Casnago, Geisleralm, Brogles) o riposare in uno dei tanti prati che sorgono all’ombra di queste imponenti cime.

IL MUNKEL WEG: UN SENTIERO RICCO DI MAGIA!

Esistono altre soluzioni che consentono di camminare lungo le tracce del sentiero Adolf Munkel.
Essendo un sentiero che taglia trasversalmente la base del pendio posto ai piedi delle Odle, i punti di accesso sono diversi. La scelta dipende dalle proprie capacità, dall’allenamento e dalla voglia di camminare e provare itinerari differenti.
Personalmente credo che non esistano percorsi più o meno belli e suggestivi per percorrere questo sentiero. Il suo fascino, a mio avviso, resta sempre intatto.
Ci troviamo sotto uno dei massicci più iconici delle Dolomiti, in una delle valli più belle e incontaminate, dove la natura mantiene ancora intatto il proprio originario modo di manifestarsi.
È impossibile non emozionarsi e il bello di questa via, appunto, è godere di tutto questo un passo dopo l’altro, spinti solo dal desiderio di stupirsi e restare incantati di fronte ad ogni singolo scorcio.