Luoghi di contemplazione: il Lago Wackerer e Totensee

Lago Wackerer e Sass de Putia

Sulle Dolomiti esistono tantissimi magnifici laghi alpini, naturali o artificiali. Molti di questi sono conosciuti a livello globale, meta ambita di vacanze, escursioni giornaliere o semplici visite di poche ore. Tra i più famosi possiamo sicuramente menzionare il Lago di Braies e quello di Misurina o ancora quello di Rèsia, di Carezza, di Anterselva, solo per citarne alcuni.
Esistono poi tanti piccoli splendidi specchi d’acqua incastonati tra le rocce, situati a quote più elevate, in luoghi meno ospitali e difficili da raggiungere. Per questo, ancor più affascinanti. Due su tutti mi tornano alla mente immediatamente: il piccolo Lago d’Antermoia, all’interno del Gruppo del Catinaccio, situato alle spalle dell’omonimo rifugio e adagiato su un pianoro detritico dall’aspetto lunare, e il Lago Piasciadù, nel Gruppo del Sella, poco sotto l’omonima vetta, accanto al Rifugio Cavazza, meta di escursionisti che risalgono le pareti della celebre ferrata Tridentina.

Lago d’Antermoia – 2501 mt

Nelle immediate vicinanze della bellissima Valle Isarco, ci sono poi due piccoli laghetti a cui sono particolarmente affezionato e di cui vorrei parlare in quest’occasione. In modo diverso, sono entrambi meno conosciuti dei più famosi laghi alpini ed entrambi possono rappresentare una meta perfetta per divertenti e appaganti escursioni giornaliere. Luoghi unici e incontaminati, dove la natura esprime tutta la propria bellezza e forza contemplativa.

Il lago Totensee

Siamo nel cuore dell’Alpe di Villandro, qualche chilometro sopra l’abitato di Chiusa (uscita del casello A22 Chiusa – Val Gardena). Una straordinaria terrazza naturale che si affaccia sulla maggior parte dei gruppi dolomitici occidentali. Da qui, nelle giornate limpide, si possono ammirare l’Altopiano dello Sciliar, il gruppo del Catinaccio, il Sassolungo e le Odle. Sullo sfondo, le sagome delle Tofane, della Marmolada e dell’Antelao. Un’area sconfinata di oltre 20 chilometri quadrati, seconda alpe in Europa per dimensioni subito dopo la dirimpettaia Alpe di Siusi. Malghe, pascoli, torbiere, mugheti: un luogo incantato, meta ideale per numerose escursioni invernali ed estive.

Una di queste conduce, seguendo diversi itinerari possibili, alla Totenkirchl (lett. “chiesetta dei morti”) e al vicinissimo lago Totensee, piccolo specchio d’acqua adagiato su una conca rocciosa poco sotto la vetta del Monte Villandro.
Contrariamente a quanto possa credersi, i nomi di questi due luoghi, seppur riferendosi al medesimo concetto, non sono tra loro correlati. Villandro e la sua Alpe sono località ricche di storia e testimoni di periodi ed epoche lontane e vicine. La chiesetta fu probabilmente eretta nel corso del XVII secolo ad opera di alcuni minatori della zona (Villandro è stato un sito mineralogico importantissimo per tutto l’Alto Adige nel corso dei vari periodi storici) intenti a costruire un riparo per fuggire all’ultima epidemia di peste che colpì la regione. Secondo l’esatta traduzione dal tedesco, la pronuncia dovrebbe essere al plurale (“tote” in tedesco significa morto, il suo plurale è “toten”). Tuttavia molti ancora oggi la definiscono, utilizzando il singolare, “chiesetta del morto”, probabilmente facendo riferimento all’ultimo morto causato dalla peste di quel periodo. Il nome del lago che sorge accanto alla piccola cappella, pur essendo definito con uguale espressione, “lago dei morti”, non deve la propria origine a concetti o storie analoghe. Esso prende il nome, invece, dal terreno su cui sorge, infruttifero e improduttivo, per questo “morto”.
A dispetto di quanto possano far presagire i toponimi, testimoni della storia di questo luogo, non c’è nulla di macabro né triste qui. Tutt’altro. Siamo in un splendido angolo di Alto Adige, immersi in un contesto naturale intatto e ancora molto selvaggio.

Il laghetto dista 5 minuti dalla chiesetta, sul sentiero 2A che conduce al Monte Villandro. È incastonato tra le rocce e protetto dalle vette del crinale poco più sopra. Il silenzio e la pace sono interrotti solo dal fischio, rapido e acuto, delle marmotte che popolano i terreni intorno. Dislocate agli estremi del lago, ci sono alcune comode sdraio in legno, perfette per effettuare una sosta, chiudere gli occhi e immergersi nel contesto, lasciando che sia solo la quiete adesso a popolare la nostra mente. In lontananza si scorge la sagoma delle Odle e, accanto, quella del Sassolungo e del Sassopiatto. Sono una cornice perfetta a completamento di questo straordinario quadro.
Venite quassù con l’intenzione di sostarvi un po’ di tempo.
Uno degli scopi principali della vostra escursione non può che essere quello di contemplare la bellezza di questo luogo e di ciò che vi circonda, lasciandovi andare.

Le Odle sullo sfondo del Totensee

Il Lago Wackerer

Non lontano da qui, a pochi chilometri di distanza, c’è un altro luogo incantato sul quale si adagia, dolcemente, un piccolo specchio d’acqua da dove poter ammirare, in contemplazione, un panorama mozzafiato.
È il laghetto Wackerer, a poco più di 2100 mt di quota, nel Parco naturale Puez-Odle, poco sopra il Passo delle Erbe.

ATTENZIONE: il lago è situato all’interno di una proprietà privata. Vi si può accedere ma il rispetto e la cura delle proprie azioni, sempre necessari, qui sono ancor più opportuni.
Nonostante la superficie sulla quale il lago si estende sia veramente ridotta, la sua bellezza è subito evidente arrivando: morbidi pendii erbosi popolati da pascoli, piccole malghe in legno tutte intorno e il dolce movimento dell’aria di montagna che dà forma ai prati circostanti. Davanti a noi le Odle di Eores lentamente lasciano spazio al massiccio del Sass de Putia che, in tutta la sua possanza, si specchia sulle acque di questa piccola riserva.
Il lago può essere raggiunto, anche in questo caso, da diversi punti di partenza. Il percorso più affascinante però, è quello che, partendo da Plose (stazione a monte dell’abitato di Bressanone), chiude un anello orario attraverso il sentiero panoramico delle Dolomiti, facendo tappa, poco oltre il lago, nella bellissima Malga Schatzer. Si tratta di un’escursione in quota molto piacevole, tagliando a metà i pendii che, in inverno, ospitano ampie ed affollate piste da sci. L’arrivo al lago comporta un paio d’ore di cammino, senza troppo impegno, accompagnati in ogni momento dalle vette di fronte a noi.

Una volta arrivati è necessario fermarsi un po’ di tempo, facendo attenzione a non disturbare le mucche che pascolano lì intorno. Il panorama, soprattutto nelle belle giornate di sole, lascia completamente a bocca aperta. La sagoma del Putia che si riflette sull’acqua è un’emozione che solo un ambiente dolomitico può regalare.
Non fatevi prendere dalla fretta di continuare la vostra escursione, lasciatevi cullare dall’aria che bacia questi prati e muove, sinuosamente, le acque di questo piccolo laghetto.

Lago Wackerer